Presentazione

Lo so che sembrerà incredibile, ma la vita del giornalista, di chi “viene inviato”a seguire eventi per poi raccontarli,è spesso segnata dalla mancanza di sorprese. Per chi non c’è abituato, un Gran Premio del Motomondiale è un’esperienza indimenticabile: ti senti come un bambino in un grande parco divertimenti, vedi tutto da vicino, moto e piloti a portata di mano, non c’è un momento di noia.
Dopo venti gare ti accorgi che il mondo si somiglia sempre, che la liturgia dell’evento raramente cambia, che di cose ne succedono poche. Immaginate, dopo il centesimo Gp, cosa possa accadere nella testa del cronista! A questo punto le possibilità sono due: tornare in redazione, oppure essere sorretti da una passione totale che ti permette di trovare spunti e motivi d’interesse continui. Io, per fortuna, sono stato costretto a scegliere, dal mio cuore e dal mio cervello, la seconda opzione, felicissimo che sia così.
Essere giornalisti è un buon modo di vivere, ma solo a patto di essere curiosi. Io lo sono…
Così, quando il professor Luciano Bellia mi ha telefonato, invitandomi alla venticinquesima edizione del premio internazionale Centauro d’Argento, è scattata dentro me quella molla che mi fa dire immediatamente: “Si parte”.
E’ curioso per un romagnolo, cioè per una persona che vive nella terra dei motori, trovare da altre parti una passione maggiore per moto e piloti di quella che c’è dalle nostre parti. Bene, a Belpasso l’ho trovata.
Dalle mie parti è normale conoscere un pilota, ce ne sono tanti. Quasi tutti una gara l’hanno vista, perché di piste ce ne sono molte, ma in Sicilia non deve essere facile. Eppure tanto calore, affetto, grande ospitalità. Perdonatemi, ma io continuo a dire che un circuito come quello di Jerez, tanto per fare nomi, con l’Etna sullo sfondo sarebbe una grande vetrina per la Sicilia e per l’Italia. Una cosa in grande stile, senza compromessi, un volano per un settore che ha interpreti anche nell’Isola, un modo nuovo di proporsi. Sono un sognatore? Probabilmente, e me ne vanto, perché nel mondo dei motori il potere dei sogni (realizzati) è enorme. Cito tre nomi che tutti conoscono: Enzo Ferrari, Soichiro Honda e Claudio Costa… Penso che bastino!
Ma torniamo a Belpasso. Sorpresa numero due: non ci sono solo i piloti e i rappresentanti delle Case costruttrici. C’è la musica, due bravissimi presentatori, personaggi di altri settori, un bel numero di amministratori locali. E qui la sorpresa è più grande ancora: sono più ben disposti verso la moto dei nostri! Mi ritrovo sul palco a “dare una mano” ai titolari del palcoscenico, Michela Giuffrida e Enzo Motta. Introduco Suppo, Farioli, Meoni, addirittura premio Gresini, parlo di moto ad un pubblico che, sento, le ama. Scopro personaggi incredibilmente stimolanti e ricchi di umanità come Francesco Cafiso, giovanissimo e bravissimo jazzman, oppure Angelo D’Arrigo, l’uomo che vola con e come le aquile. E qui c’è un’altra sorpresa: si possono coinvolgere tanti protagonisti dello sport, della vita politica e dello spettacolo senza snaturare la manifestazione. In più, un tocco di amore per la propria terra, per le iniziative locali; anche questo piace molto a chi è abituato a spettacoli “globali”.
Belle sorprese e una certezza: il “professore” sempre pronto, magari dietro le quinte, a seguire la sua manifestazione. Si vede che l’ama, che la segue passo dopo passo, che non l’abbandona mai, nemmeno un istante. Complimenti Belpasso dal presidente agli uomini del Motoclub, bravi: avete sorpreso un romagnolo con la passione dei motori, abituato al motomondiale e che di serate ne ha fatte tante.
Bravi, se volete il prossimo anno ci sarò, magari per raccontarvi una stagione di gara come fosse un romanzo.


Marco MASETTI