Presentazione

 

L'appuntamento è di quelli da segnare in rosso. Ed infatti puntualmente, in occasione del Centauro d'Argento, il premio internazionale organizzato dal Moto Club Belpasso, anche stavolta il gotha del motociclismo internazionale si è ritrovato in Sicilia per la cerimonia di consegna dei prestigiosi riconoscimenti conferiti a personalità del mondo dello sport, della cultura, dell'arte, del giornalismo e delle Istituzioni.
Infaticabile gran cerimoniere ed artefice dell'happening, che si ripete con successo da ormai 23 anni, è Luciano Bellia che del Moto Club Belpasso è il presidente. E' lui che tesse per un intero anno la duplice tela del Motoraduno internazionale dell'Etna, che ogni estate fa convergere alle falde del vulcano migliaia di motociclisti da tutta Europa, e del Centauro che, assieme al premio Artefici del Turismo e alla Targa d'Argento, altre due "creature" di Bellia, è ormai un must del mondo a due ruote.
Lo hanno capito da tempo i "big boss" Paolo Sesti, presidente della Federazione
Motociclistica Italiana e Francesco Zerbi, al vertice di quella Internazionale che anche quest'anno hanno voluto essere a Belpasso così come Domenico Sotera, componente delle Giunta nazionale della F.M.I e Salvatore Musco Jona, presidente del Comitato regionale siciliano.
La serata dei Centauri infatti, da sempre è occasione per affrontare le problematiche e discutere le prospettive a breve e medio termine del binomio turismo/motociclismo in Sicilia avendo come spettatori-interlocutori i massimi rappresentanti delle Istituzioni dell'Isola e quelli della FMI.
Non è un caso che Francesco Zerbi, già da presidente della federazione motociclistica italiana, non abbia mai "perso" una edizione del Centauro che però, stavolta, lo ha visto anche nella veste di premiato.
"Ha impresso alla federazione mondiale una svolta epocale - è scritto nella motivazione letta durante la consegna del premio - riformandone lo Statuto e ridisegnando il ruolo delle federazioni nazionali. E' riuscito a esaltare la spettacolarità dei campionati iridati, affidandone la gestione ad organizzazioni di grande capacità, che hanno permesso l'ingresso di nuovi sponsor e accresciuto l'interesse dei media, con notevoli vantaggi per team, piloti e appassionati di questo sport".
Tra una chiaccherata nello stile talk-show e un intermezzo musicale con l'ottimo jazz dell'orchestra Enigma ogni anno durante il gala del Centauro si perfezionano accordi, nascono idee, si studiano progetti molti dei quali, è capitato più volte, sono diventati realtà negli anni successivi.
Così, quando a salire sul palco del Teatro Martoglio è Nello Musumeci, vulcanico presidente della Provincia Regionale di Catania, che ha "resuscitato" la Corsa dell'Etna, la cronoscalata automobilistica la cui tradizione era stata interrotta dall'oblio e dal disinteresse politico, è automatico chiedere perché non mettere a punto un programma simile su due ruote. Musumeci, vecchio simpatizzante delle iniziative targate Motoclub Belpasso, ritira il suo Centauro e si dice "più che mai convinto che il binomio sport-turismo possa essere un volano unico per la crescita socio economica siciliana ed in particolare della provincia di Catania per la singolarità di un territorio dominato dal un vulcano, che da sempre è eccezionale polo di attrazione turistica".
Una politica questa, "sposata" da tempo da Giuseppe Castiglione, vicepresidente della Regione Siciliana, che al gala ha partecipato nella duplice veste di vicegovernatore e di premiato. Castiglione, che è anche assessore regionale all'Agricoltura, ha ricevuto il Centauro "per aver tenacemente perseguito una politica di valorizzazione dei prodotti siciliani ed aver scommesso sulla "Sicilia che produce" promuovendo l'immagine dell'Isola anche all'estero ed impegnandosi, nel contempo, per una maggiore professionalità del mondo agricolo convinto che la ripresa dell'economia della Sicilia non può che passare attraverso il rilancio dell'agricoltura".
Il Centauro per la Cultura è andato quest'anno a Carmelo Strano, "filosofo di punta della generazione che segue ai Derrida, agli Habermas, ai Jameson, tra i maggiori teorici e critici d'arte, con all'attivo numerosi volumi e la cura di molteplici rassegne internazionali, alcune, divenute pietre miliari, realizzate anche nell'ambito della Biennale di Venezia".
Il riconoscimento per le Arti Visive è stato invece conferito al Maestro Piero Guccione, "pittore tra i più rappresentativi dell'arte italiana degli ultimi 40 anni, elegante continuatore della grande tradizione figurativa siciliana di spirito realista che ha avuto in Guttuso, di cui tra l'altro egli è stato assistente all'accademia di Belle Arti di Roma, un ineludibile riferimento".
Infine i momenti più "tecnici" ed attesi. Sul palco del Martoglio è salito per ritirare il premio alla carriera Emilio Ostorero, quindici volte campione nazionale di motocross e tuttora il pilota italiano con il maggior numero di allori.
"E' stato il primo italiano - recita la motivazione - a conseguire la vittoria in un Gran Premio ed ha rappresentato per tanti giovani un punto di riferimento per la semplicità di guida, la tecnica sopraffina ed il grande impegno. Al termine della sua carriera agonistica ha messo a disposizione di tanti giovani piloti la sua esperienza, prima come istruttore federale e poi come Commissario tecnico delle squadre nazionali".
Da una "vecchia gloria" al futuro dell'agonismo italiano.
Preceduto dall'applauso del pubblico, che per tutta la sera lo aveva atteso con entusiasmo, nella sala del Martoglio fa il suo ingresso Manuel Poggiali, Centauro d'argento per l'agonismo.
"E' il nome nuovo del motociclismo internazionale. Ad appena 19 anni ha conquistato con classe e autorità il titolo iridato della classe 125 cc. di velocità, dimostrando continuità e carattere nel corso di una stagione non facile. La sua impresa ha permesso alla Gilera, una delle più gloriose case italiane, di tornare prepotentemente alla ribalta nazionale e all'attivissima federazione motociclistica Sanmarinese di conseguire il primo titolo iridato della sua storia". Scandisce le parole la speaker ma i tanti "addetti ai lavori", i simpatizzanti, gli appassionati di motociclismo, tutto il pubblico di Belpasso, conoscono bene Poggiali. Di lui, oltre ai grandi meriti sportivi, apprezzano la straordinaria semplicità ed umanità, che lo hanno portato a dedicare il titolo mondiale al padre, venuto a mancare proprio alla vigilia del raggiungimento di un traguardo da entrambi costruito e a lungo sognato. A lui Manuel dedica anche il Centauro e i successi che arriveranno.
E' l'epilogo della serata nel corso della quale sono state consegnate anche le "Targhe d'Argento" attribuite quest'anno per il Motociclismo a Marco Pandolfo, campione siciliano di Minimoto, e ad Alberto Morresi, presidente dei Commissari di gara della FMI, per l'organizzazione sportiva ad Enzo Caruso, Presidente regionale delle Pgs, per l'arte popolare al pittore di carretti siciliani Domenico Di Mauro, per le Istituzioni alle città di Trecastagni e Santa Maria Di Licodia.
C'è poi un piccolo plotone di giornalisti che si aggiunge all'albo d'oro del Premio Nazionale Artefici del Turismo: Piero Maenza e Giovanni Tomarchio della Rai, oltre a Daniele Lo Porto, direttore de La Provincia di Catania. Il premio è stato conferito inoltre per l'imprenditoria a Mario Bevacqua, vicepresidente della federazione mondiale Agenti di Viaggio, per le Istituzioni ad Angelo Cavallaro, direttore dell'Azienda per l'Incremento Turistico di Catania, e per il Mototurismo a Fulvio Bianco del Motoclub La Madonnina dei Centauri di Alessandria.


Michela Giuffrida